..continuo a pensare a Sara e, forse, l’aspetto che più mi colpisce, inquieta, è questo ripiegamento su noi stessi che rischia di renderci ciechi, sordi, quasi senza rendercene conto. Questo ripiegamento che ci rende indifferenti –isolati appunto- a dispetto di tutta queste “iperconnessioni” di superficie. Comunicare, come recita uno dei tanti spot, non è mai stato così facile… Diciamo tanto, dentro la fantasia di azzerare distanze, barriere, e poi rischiamo di non dire -e fare- quel gesto che salva, l’altro, ma anche un po’ noi stessi. Uso la prima persona plurale, perché credo che questo ci riguardi tutti, in quanto dimensione culturale, sociale, che chiede di essere riconosciuta, aldilà dei singoli comportamenti…
(La rosa è per Sara, la rosa è Sara…)